mercoledì 31 agosto 2011

Desiderio e verità

“Il desiderio e le passioni contengono verità profonde su chi noi siamo e sui nostri bisogni. Soffocarli non farebbe altro che ucciderci spiritualmente, oppure, un giorno o l’altro, farci perdere la testa. Dobbiamo educare i nostri desideri, aprire gli occhi su quello che è il loro oggetto reale, liberarli dai piaceri meschini. Dobbiamo desiderare più in profondità e con maggior limpidezza.”

(Timothy Radcliffe)

sabato 27 agosto 2011

Oltre i propri limiti... ‘verso la zona del pericolo’

“L’amore è l’unica forza sufficientemente impetuosa da obbligarci a lasciare il confortevole rifugio del nostro individualismo ben difeso, a uscire dal guscio inespugnabile della nostra autosufficienza, e farci uscire carponi a volto scoperto verso la zona del pericolo, il crogiolo dove l’individualità si purifica e diventa persona.”

(Mark Patrick Hederman)

“Colui che ama deve di conseguenza attraversare quella frontiera che lo confinava nelle proprie limitazioni. Per questo si dice dell’amore che scioglie il cuore: ciò che è sciolto non è più confinato nei propri limiti, al contrario di quel che si verifica con la durezza di cuore.”

(Tommaso d’Aquino)

mercoledì 24 agosto 2011

Non amare? Mmm...

“Amare significa, in ogni caso, essere vulnerabili. Qualunque sia la cosa che vi è cara, il vostro cuore prima o poi avrà a soffrire per causa sua, e magari anche a spezzarsi. Se volete avere la certezza che esso rimanga intatto, non donatelo a nessuno, nemmeno a un animale. Proteggetelo avvolgendolo con cura in passatempi e piccoli lussi; evitate ogni tipo di coinvolgimento; chiudetelo con il lucchetto nello scrigno, o nella bara, del vostro egoismo. Ma in quello scrigno - al sicuro, nel buio, immobile, sotto vuoto - esso cambierà: non si spezzerà, diventerà infrangibile, impenetrabile, irredimibile. L’alternativa al rischio di una tragedia è la dannazione. L’unico posto, oltre al cielo, dove potrete stare perfettamente al sicuro da tutti i pericoli e i turbamenti dell’amore è l’inferno.”
 
(Clive Staples Lewis)