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martedì 2 febbraio 2010

B come Bellezza

“[...] ogni essere umano, anche il più derelitto e misero, ha in sé la capacità d'amare, che rende inevitabilmente bello tutto ciò che viene compiuto in suo nome. Ogni uomo ama ed è amato. E solo per il fatto che, se non fosse mai esistito, le altre persone sarebbero private del suo amore e, contemporaneamente, della possibilità di donare il loro, ciascuna persona (al di là della piacevolezza fisica) è da considerarsi bella.

Ricercare la Bellezza equivale a ricercare l'Amore, perchè ogni cosa bella nasce dall'amore di qualcuno che ha impiegato se stesso con dedizione per realizzare qualcosa che rendesse felici i suoi simili. Se sapremo e vorremo ricercare la Bellezza in ciò che ci circonda riusciremo a vedere tutto con occhi nuovi, che ci permetteranno di cogliere anche nelle piccole cose una bellezza nascosta, ma che, soprattutto, ci indurranno ad amare con semplicità e senza sosta.”

lunedì 28 dicembre 2009

Un bambino che è Dio...



“Il Natale di Gesù è soffuso di ammirevole semplicità: il Signore viene senza risonanza, sconosciuto a tutti. Qui in terra, soltanto Maria e Giuseppe partecipano a questa avventura divina. Poi i pastori, ai quali gli angeli recano l’annunzio. E, più tardi, quei saggi dell’Oriente. E’ così che ha compimento l’evento trascendente che unisce il cielo alla terra, Dio all’uomo.
E’ mai possibile tanta insensibilità di cuore al punto di abituarsi a queste scene? Dio viene nell’umiltà perché ci sia possibile avvicinarlo, perché ci sia possibile corrispondere al suo amore con il nostro amore, perché la nostra libertà si arrenda non più soltanto alla manifestazione della sua potenza, ma anche allo splendore della sua umiltà.
Ineffabile grandezza di un bambino che è Dio! Suo Padre è il Dio che ha fatto i cieli e la terra, eppure Egli è lì, in una mangiatoia, quia non erat eis locus in diversorio, perché non c’era altro posto sulla terra per il Signore di tutto il creato.”
(Josemaría Escrivá, E’ Gesù che passa)

giovedì 26 novembre 2009

110 e lode!


#7 oggi si è laureato.
Festa in "famiglia".
Semplicità e gioia...
Grazie!

martedì 24 novembre 2009

"Mille piccoli atti d'amore"

“Rachel non era mai più felice e raggiante di quando sedeva a capo della sua bella tavolata. Perfino nel modo con cui passava un piatto di focacce o una tazza di caffè c’era qualche cosa di così materno, di così affettuoso, che sembrava ella trasfondesse uno spirito d’amore nel cibo e nella bevanda che offriva.
Per la prima volta Gorge sedeva da pari a pari alla tavola di un bianco; vi si accostò quindi con peritanza e imbarazzo, che subito però dileguarono come nebbia mattutina ai raggi benefici di quella cordialità semplice e schietta.
Quella sì che era una «casa»: e Gorge che non conosceva ancora il significato di quella parola, si accorgeva che un nuovo senso di fede in Dio e di fiducia nella Provvidenza cominciava ad avvolgere il suo cuore di una nube d’oro di speranza e d’amore; i suoi neri e deleteri dubbi di misantropo e d’ateo, la sua atroce disperazione, dileguavano come nebbia mattutina alla luce di quel Vangelo in azione, spirante dai visi affettuosi che lo circondavano, predicato da mille piccoli atti d’amore che, come il bicchier d’acqua offerto in nome di un apostolo, non mancheranno di avere la loro ricompensa.”

(Harriet Beecher Stowe, La capanna dello zio Tom)