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lunedì 28 dicembre 2009

Un bambino che è Dio...



“Il Natale di Gesù è soffuso di ammirevole semplicità: il Signore viene senza risonanza, sconosciuto a tutti. Qui in terra, soltanto Maria e Giuseppe partecipano a questa avventura divina. Poi i pastori, ai quali gli angeli recano l’annunzio. E, più tardi, quei saggi dell’Oriente. E’ così che ha compimento l’evento trascendente che unisce il cielo alla terra, Dio all’uomo.
E’ mai possibile tanta insensibilità di cuore al punto di abituarsi a queste scene? Dio viene nell’umiltà perché ci sia possibile avvicinarlo, perché ci sia possibile corrispondere al suo amore con il nostro amore, perché la nostra libertà si arrenda non più soltanto alla manifestazione della sua potenza, ma anche allo splendore della sua umiltà.
Ineffabile grandezza di un bambino che è Dio! Suo Padre è il Dio che ha fatto i cieli e la terra, eppure Egli è lì, in una mangiatoia, quia non erat eis locus in diversorio, perché non c’era altro posto sulla terra per il Signore di tutto il creato.”
(Josemaría Escrivá, E’ Gesù che passa)

domenica 13 dicembre 2009

Verso il Natale



“[...] Il nulla prese forma perché passò tra le mani dell'Amore. Fu un progetto d'amore a trasformare il nulla in creato. Senza amore non c'è alcuna potenza, e Dio è onnipotente perché è onniamante. [...] Ora, questo progetto prevede una gradualità di bene e di bellezza, culminante in quell'essere che porta in sé l'immagine e la somiglianza del Creatore. Il nulla prese forma dall'Amore e culminò nell'essere umano, creato libero e capace di amare. [...]
Maria [...] porta a compimento quello stesso progetto che Dio aveva iniziato dal nulla. Maria dà nuovamente una forma umana all'amore che sta all'origine di tutto. Le dà una forma che ci assomiglia. [...] La vita di Maria è un esempio di servizio, e "servire" è un modo umilissimo di tradurre nel concreto la parola "amare", che altrimenti resta sospesa nell'aura dei propositi e dei sogni.
Il Natale di Gesù ci invita a trasformare il dono immenso della sua presenza in un compito di servizio.”

(don Agostino Clerici, Verso il Natale)