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martedì 29 dicembre 2009

Avere pazienza

“In occasione di un pranzo di gala il cardinale tedesco Michael von Faulhaber (1869-1952) venne a trovarsi accanto al celebre Albert Einstein (1879-1955). A un certo punto, durante la conversazione, lo scienziato si rivolse all’uomo di Chiesa: «Cosa direbbe, eminenza, se noi matematici con un procedimento inconfutabile dimostrassimo che Dio non esiste?». Il cardinale: «Con pazienza aspetterei il momento in cui scoprirete il vostro errore».
Tutti noi siamo costretti ad aspettare con pazienza. Non solo davanti a qualche sportello, ma anche e soprattutto nella vita. Aspettiamo l’autobus o il treno, il postino o il medico; aspettiamo che ci servano al ristorante, che arrivi la pioggia o il sole, una buona notizia, una telefonata, una parola di conforto. Soprattutto, restiamo in attesa della felicità.
Chi non sa aspettare rischia di fallire uno scopo, va incontro a inutili difficoltà, si lascia sfuggire più di una buona occasione, deve chiedere cento volte scusa per certe azioni affrettate e sconsiderate [...].
Davvero, tutti dobbiamo vivere di pazienza! Pazientare, saper attendere è un inconfondibile segno di maturità. La persona paziente esprime serena padronanza di sé. Sa che ad ogni inizio le cose non rivelano ancora tutte le loro future possibilità di sviluppo, e tanto meno il risultato finale. Per questo non cede facilmente allo sconforto, a dispetto di tutte le incertezze e difficoltà che la vita può presentare. Avanza passo dopo passo, sfrutta ogni residua possibilità, si nutre di moderato ottimismo...
[...]
La pazienza è un’arte, una virtù da apprendere e praticare.”

(Reinhard Abeln)

lunedì 16 novembre 2009

Ai genitori

“Si possono tenere lezioni sull’amore; ma Giovanni Paolo II diceva che la vera scuola dell’amore è la famiglia, perché se sai amare i membri della tua famiglia puoi amare praticamente ogni persona che vive sulla faccia della terra, perché in famiglia devi esercitare il perdono e la pazienza. Io credo che quando i genitori praticano le virtù - generosità, perdono, pazienza, ... - è più facile che i figli li seguano - compresa la virtù della purezza.
Forse non vi obbediranno sempre, ma penso che non mancheranno mai di imitarvi; questo perché è più facile cogliere le virtù che insegnarle: sono contagiose. Vizi e virtù sono contagiosi. Se voglio che mio figlio impari l’umiltà non gli do un libro sull’argomento, cerco di mostrargliela con la mia vita. [...] La cosa migliore che un padre può fare per i suoi figli è amare sua moglie. [...] Mi diceva una ragazza che suo padre un giorno le ha detto: «Spero veramente che un giorno tu possa trovare un ragazzo che ti ami tanto quanto io amo tua madre». Questa frase ha lasciato un segno in quella ragazza: non si accontenterà di una relazione inferiore a quella bellissima che ha visto tra i suoi genitori.”


(da un’intervista a Jason Evert)

La cosa migliore che un padre può fare per i suoi figli è amare sua moglie...