“Sebbene Cristina ora occupasse più che mai i suoi pensieri, tutto il contesto di questi pensieri aveva cambiato carattere. Non si sentiva più sperso, ma felice, ilare, pieno di speranza. Il cambio di prospettiva si rifletté nel suo lavoro. Era abbastanza giovane per poter creare di sana pianta nella sua fantasia una situazione, costante, nella quale Cristina lo osservava nell'atto di esercitare la sua professione, rilevava la diligenza del suo metodo, lo scrupolo dei suoi esami, lo lodava per la meticolosa accuratezza delle sue diagnosi. Quando sentiva la tentazione di sbrigare una visita, di arrivare ad una conclusione senza aver auscultato il petto del paziente, la respingeva pensando: "Dio, no! Cosa penserebbe Cristina se mi vedesse!"”
(A.J.Cronin, La cittadella)
