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lunedì 30 agosto 2010

Essere innamorati 2

“Quando uno si innamora - o «continua a essere innamorato» - il mondo acquista un significato e una pienezza - persino uno splendore - di cui era privo quando i nostri occhi non erano potenziati dalla forza dell’amore. Meraviglioso non ci appare solo l’essere amato; la creazione tutta assume una bellezza insolita. Tutto sembra brillare di luce nuova. La spiegazione di un tal fatto non ha nulla di complicato. In altro luogo, ricorrendo a un linguaggio strettamente filosofico, ho definito la bellezza come «l’essere portato a pienezza e divenuto presenza». Uno dei fattori ineliminabili di questa «pienezza» è la totalità o compiutezza che, da tempi immemorabili, è annoverato tra gli elementi del bello. Una realtà incompiuta - senza il tocco finale che ne fa un autentico capolavoro - non è bella. Ebbene, l’essere amato è colui che completa per noi l’universo, gli dona l’interezza, ce lo avvicina... e lo fa risplendere di nuovo fulgore.
Al pari del cosmo, anche noi siamo resi «completi». Anche noi brilliamo di splendore - di forza, di vigore, di contentezza - inusitato.”

(Tomás Melendo Granados, Otto lezioni sull’amore umano)

venerdì 28 maggio 2010

“Come un canto, come l’arte più grande...”

“Chiusi la porta e guardai la busta. Veniva dall’ufficio del Rebbe.
Mi avvicinai alla scrivania, aprii la busta e ne tolsi la lettera. Era scritta a mano. La calligrafia - yiddish e ebraico in inchiostro nero, un po’ tremolante ma chiara e marcata - attraversava in pendenza il foglio color crema della carta da lettera personale del Rebbe. In alto a destra, la data in ebraico e l’indicazione della lettura settimanale della Torah. E poi il corpo della lettera:

Al mio caro Asher Lev i miei saluti e la mia benedizione:
Tuo padre, possa egli vivere a lungo in salute, ti porterà questa lettera con l’aiuto di Hashem, sia benedetto.
Tu e la tua famiglia occupate molto spesso la mia mente e il mio cuore. Mi vedo davanti agli occhi il tuo volto pallido e stanco e so che cosa sopporta un artista dentro di sé per quanto il suo comportamento sia allegro e alta la sua risata. E tu, caro Asher, sopporti non solo i tormenti della tua arte ma anche il peso delle tue responsabilità verso i ladover. Ti abbiamo ferito, eppure sei legato a noi. «Dovesse anche uccidermi, avrò fede il Lui».
Tutti i saggi sanno che esistono mondi e sfere infinite, e su ogni sfera diecimila creature celesti, esseri senza fine, senza numero, tutti emanati dall’unico atto di creazione. La bocca non può esprimerlo, la mente non può afferrarlo. E tra gli stessi esseri celesti vi sono gradi e categorie senza fine, sempre più alti - e tutti posseggono la saggezza, e tutti riconoscono il loro Creatore. Ma il nostro piccolo mondo, il nostro mondo che soffre, così vicino alla più bassa delle sfere e con la sua mescolanza di bene e male a causa del peccato di Adamo ed Eva - come può il nostro mondo continuare a esistere? Che cosa crea l’armonia tra il mondo superiore e quello inferiore? Questo, mio Asher, è forse l’enigma più difficile.
Asher Lev, i maestri ci dicono che questa armonia è la creazione speciale di individui che si impegnano in certe azioni per amore di quelle stesse azioni. Tali azioni si levano come un canto, come l’arte più grande, a tutte le sfere. E quando gli esseri celesti odono questo canto, accettano gioiosamente il giogo del Regno dei Cieli, ed esclamano all’unisono: Santo! Santo! Santo! - e vi è pace in tutto il creato, pace in tutto Israele, e inizia la fine dell’esilio.
Asher Lev, in nome di mio padre e del padre di mio padre prima di lui, in nome dei santi Rebbe che parlano e agiscono mio tramite ti do la mia benedizione perché tu abbia saggezza e forza.
Possa la redenzione finale giungere presto alle genti di Israele e a tutto il mondo. Amen.

La sua firma.
Rimango seduto nel silenzio della stanzetta, con la luce fioca e l’aria stagnante, e rileggo la lettera. Che cosa crea l’armonia tra il mondo superiore e quello inferiore? ... azioni per amore di quelle stesse azioni ... si levano come un canto, come l’arte più grande...

(Chaim Potok, Il dono di Asher Lev)

sabato 22 maggio 2010

L'opera delle tue mani

“Mio caro Asher,
se tieni tra le mani questa lettera, allora sono accadute due cose.
Io sono andato al Vero Mondo e tu hai acconsentito ad assumerti la responsabilità per il futuro della mia collezione d’arte. Il Padrone dell’Universo, nella Sua infinita saggezza, mi ha chiamato a Sé e io accetto il Suo giudizio con fede e umiltà.
Ho chiesto che tu assuma la responsabilità di amministrare la mia collezione d’arte perché non mi fido che lo facciano i miei figli. Non sono cattivi figli, ma non capiscono il vero valore di una collezione simile. Al contrario tu, mio Asher, saprai che cosa farne. Tu sai che tanta bellezza, sebbene nata dall’anima e dalla mente dei gentili, può servire a esaltare il nome e la presenza del Padrone dell’Universo. Sin da quando ti ho fatto visita nel tuo appartamento di Parigi e nella tua casa nel sud della Francia, dove ho visto la tua collezione d’arte appesa alle pareti, sono vissuto nella speranza che forse non esistano due regni, il mondo sacro di Dio e il mondo profano dell’arte dei gentili, ma che anche la grande arte possa esistere per amore del cielo. E’ mio desiderio, nipote mio, che nell’occuparti di queste opere d’arte tu abbia sempre presente il Padrone dell’Universo. Possano queste opere trasformarsi nell’«opera delle Mie mani, a Mia gloria». Mio Asher, ti ringrazio per tutti gli anni in cui ho avuto la benedizione di poter contemplare gioiosamente l’opera delle mani umane. Ti auguro le più grandi creazioni di Dio, la saggezza e il buon cuore, dal momento che ti occupi delle più belle creazioni dell’uomo. [...]. Tuo zio, che ti vuole bene e ha sempre ammirato e amato l’opera delle tue mani.”
(Chaim Potok, Il dono di Asher Lev)

giovedì 8 aprile 2010

Lavoro e Creazione

“«Il nostro lavoro non ha mai fine. Non ci è dato di completarlo. Chi riesce a completare il proprio lavoro? E’ così che va il mondo, Asher. Solo il Padrone dell’Universo completò la Sua opera. E ci viene detto che persino il Padrone dell’Universo ha bisogno dell’umanità per completare davvero la Creazione. Senza l’uomo, che cos’è Dio? E senza Dio, che cos’è l’uomo? Tutti hanno bisogno di qualcuno che li aiuti a completare il lavoro della Creazione, che non è mai veramente compiuto. Tutti. Un artista, un Rebbe, tutti».”

(Chaim Potok, Il dono di Asher Lev)