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mercoledì 23 giugno 2010

“Sempre tu, al cento per cento”

“«Sai a cosa pensavo mentre cantavi?» disse Shelly con tenerezza. «Che a te tutto viene da dentro, dal profondo. No, davvero... E’ da un po’ che ti tengo d’occhio e me ne sono accorta. Tutto quello che dici o fai, persino quando guardi qualcuno e parli, o non parli, sei sempre tu, al cento per cento. [...]»”

(David Grossman, Qualcuno con cui correre)

sabato 10 aprile 2010

Un po' di silenzio..

“La solitudine è il più straordinario mezzo per entrare in intimità con noi stessi. E, paradossalmente, la solitudine è anche il miglior mezzo per imparare a comunicare. Solo conoscendomi, cioè conoscendo la mia interiorità, posso parlare all'interiorità dell'altro.”

(Susanna Tamaro, Cara Mathilda)

mercoledì 10 marzo 2010

Arte

“«Volete dire che un disegno così», estrassi un gessetto arancione dalla scatola che avevo comprato in cartoleria e, con gesti rapidi, disegnai sulla lavagna una rappresentazione infantile di un ariete: zampe sottili e goffe, corpo e testa sproporzionati, corna asimmetriche, «è meno vero e meno reale di un disegno così?». In un’unica linea ininterrotta, disegnai i contorni realistici di un ariete, poi con il gessetto ombreggiai il ventre dando l’illusione della tridimensionalità.
Le scolarette proruppero all’unisono in un «sì».
«E che cosa ne dite di quest’altro ariete». Disegnai un’astrazione lineare dell’ariete, senza ombreggiatura, sottolineando i contorni delle cosce posteriori per enfatizzare la forza e abbellendo la maestosa, alta spirale delle corna. «Quale ariete è più vero?».
Silenzio. Vidi i loro giovani occhi spalancati passare da un disegno all’altro - quello infantile, quello realistico, quello astratto - e vidi anche il sorrisino sul volto di Rocheleh.
«Non sono tre modi diversi di vedere lo stesso oggetto?», dissi. [...]
«[...] L’arte nasce quando una persona che sa disegnare passa da questo», indicai il secondo disegno, «a questo». Indicai il terzo. «Quando si interpreta, quando si guarda il mondo con i propri occhi. C’è arte quando l’oggetto che viene visto si mescola all’interiorità della persona che lo vede. [...]»”

(Chaim Potok, Il dono di Asher Lev)

lunedì 2 novembre 2009

Bellezza che 'affiora' dall'interno

"Come ad un tratto, quando si accende la luce all'interno, appare con una bellezza inattesa e sorprendente, sulle pareti di una lanterna dipinta e arabescata, quel lavoro complicato, artistico e fine, che pareva prima grossolano, oscuro e privo di senso, così di colpo si era mutato il volto della principessina Maria. Per la prima volta tutto quel lavorío interno, puro, spirituale, di cui aveva vissuto fino allora, affiorava. Tutto quel lavorío interno, quel malcontento di sé, le sue sofferenze, la sua aspirazione verso il bene, la sua rassegnazione, l'amore, il sacrificio di se stessa, tutto questo splendeva ora in quegli occhi luminosi, nel fine sorriso, in ogni tratto del suo volto delicato."

(Lev Tolstoj, Guerra e pace)

giovedì 22 ottobre 2009

Interiorità e bellezza

GRANDI MOSTRE COMO
CHAGALL, KANDINSKY, MALEVIC
MAESTRI DELL'AVANGUARDIA RUSSA
(Como, Villa Olmo, 4 aprile - 26 luglio 2009)

"Ogni grande epoca ha un suo fine interiore,
dunque una sua bellezza esteriore.
La bellezza consiste nell'esprimere la sua interiorità.
Per questo non bisogna guardare indietro, né valutare
la nuova bellezza con i metri del passato.
Ogni nuova bellezza potrebbe sembrare deforme:
ciò che in essa non ha l'aspetto del passato è brutto. [...]
L'anima cresce, come il corpo, con l'esercizio.
Essa cresce, come il corpo, col movimento.
Il movimento è vita. La vita è movimento.
Ecco, si svela il significato, il senso e lo scopo dell'arte.
Tutta la natura, tutto il mondo, esercitano un'azione sull'anima."

(Vassily Kandinsky)

giovedì 15 ottobre 2009

Arte e vita interiore

GRANDI MOSTRE COMO
CHAGALL, KANDINSKY, MALEVIC
MAESTRI DELL'AVANGUARDIA RUSSA
(Como, Villa Olmo, 4 aprile - 26 luglio 2009)

"Lo spettatore è troppo abituato a cercare un 'senso',
cioè un rapporto esteriore fra le parti del quadro.
La nostra epoca, materialista nella vita e quindi nell'arte,
ha prodotto uno spettatore e specialmente un 'amatore'
che non sa porsi semplicemente di fronte a un quadro
e nel quadro cerca tutto il possibile (l'imitazione della natura,
la natura interpretata dalla psicologia dell'artista,
l'atmosfera immediata, l'anatomia, la prospettiva,
l'atmosfera esteriore) ma non cerca la vita interiore,
non lascia che il quadro agisca su di lui.
Accecato dai mezzi esteriori, non vede che cosa sanno creare,
non si accorge che possono comunicare
non solo cose ma idee e sentimenti."

(Vassily Kandinsky)