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sabato 24 luglio 2010

Luna


“Luna tu,
quanti sono i canti che risuonano,
desideri che attraverso i secoli
han solcato il cielo per raggiungerti,
porto per poeti che non scrivono
e che il loro senno spesso perdono.
Tu accogli i sospiri di chi spasima
e regali un sogno ad ogni anima.
Luna che mi guardi adesso ascoltami.

[...]

Luna tu,
che conosci il tempo dell'eternità
e il sentiero stretto della verità,
fà più luce dentro questo cuore mio,
questo cuore d'uomo che non sa,
non sa..

che l'amore
può nascondere il dolore,
come un fuoco
ti può bruciare l'anima.

Luna tu,
tu rischiari il cielo e la sua immensità
e ci mostri solo la metà che vuoi
come poi facciamo quasi sempre noi,
angeli di creta che non volano,
anime di carta che si incendiano,
cuori come foglie che poi cadono,
sogni fatti d'aria che svaniscono,
figli della terra e figli tuoi,
che sai..

che l'amore
può nascondere il dolore,
come un fuoco
ti può bruciare l'anima.

Ma è con l'amore
che respira il nostro cuore,
è la forza
che tutto muove e illumina.

[...]”

(Alessandro Safina, Luna)

venerdì 11 giugno 2010

Pensieri di un adolescente

“Fumo. Ah, dimmi che sbaglio mondo, forse ne ho bisogno… ma mi piace giocare con quei piccoli fili di poesia, che sembrano congiungere il mio corpo con il resto del mondo, sembrano darmi un piccolo, insignificante momento di zen, di pace coi sensi. Momento che finisce in pochi secondi, come tutte le più belle cose. Ma mi fa male, la voce è sempre più rauca, non voglio diventare il Liga dei poveri. Ok, deciso, smetterò. Come smetterò di prendere 5 in mate, la prossima verifica sarà diversa. Com’è facile iniziare, com’ è difficile finire… Anche Chester dei Linkin Park (Dio, se li amo, ti danno una carica…) prometteva: “I given up!”; chissà se poi sarà riuscito nel suo intento…
Chissà… sbaglio quotidianamente il congiuntivo e metto ogni due per tre i famosi “periodi ipotetici” che ci insegnano a scuola; penso ce ne sia bisogno in questo mondo pieno di false certezze. Un mondo in cui sei qualcuno se imiti lo stile del boss di turno, in cui tutto diventa più bello se Knut mangia la sua pappa o se Carla Bruni (come dice anche Cristicchi) appare sui nostri schermi.
Datemi qualcosa per vivere, datemi qualcosa in cui credere veramente. Senza sbattermi in faccia esempi o frasi vuote, di quelle ne ho fin troppe e se per caso io voglia trovarne altre mi faccio un giro su Google e ne trovo di altre, perfette anche per spacciarle come mie.
Mi sveglio ogni mattina, sfido lo specchio come sempre, tanto vince lui, ricordandomi che non sono neanche lontanamente il più bello del reame, mi lavo i denti, non sono capace di usare il filo interdentale, le gengive diventano paonazze. Sangue. Mi devo rilavare i denti.
Non voglio fare colazione, ho mangiato troppo ieri, tra Mc e la cena coi nonni; niente da fare, mi devo sorbire la mia aranciata e il mio toast, mettermi le lenti a contatto (naturalmente sbagliando e mettendo ciascuna nell’occhio sbagliato) e uscire e prepararmi alla battaglia interurbana sul bus. So già cosa troverò: facce scure su libri che sembrano rimproverare i loro possessori di non averli sfogliati ore o addirittura giorni prima, nei casi più disperati si può parlare anche di mesi. Sì, troverò anche molte ascelle…è bello essere alti a volte. So di sicuro quello che non troverò: un posto per sedermi.
Finalmente esco davanti alla scuola. Dalla padella alla brace?
Passa il tempo, lento, veloce, giocoso, noioso, strano. E rieccomi davanti al computer a farmi gli affari degli altri su Face. Ma perché lo faccio? Sinceramente, oltre a parlare con gli amici, cosa faccio?
Basta. Vado a dormire. Prego lassù tra le tante cose che il mio sonno sia pieno di sogni. Perché almeno possa sognare ad occhi chiusi.
Non è vero che noi giovani non abbiamo speranze, ne abbiamo da vendere a iosa, di obbiettivi non così tanti, ma anche quelli fanno presenza. Ma se siamo in un mondo in cui tutti ti stendono il tappeto rosso per poi dirti “Sono costernato, ma non posso farla entrare”, smontando tutto quello che tu avevi costruito con poche parole, smentendo tutto ciò che loro ti avevano detto dietro ai pixel della TV. E’ vero non siamo tutti santi, tutte povere pecorelle smarrite, ma non vedo pastori pronti a riportarci sulle spalle facendo festa con gli altri per averci ritrovati. Siamo ribelli tanto quanto ogni uomo che ricerca sé stesso. Siamo amorfi tanto quanto un uomo che non ha una vera ragione di vita. Sono stanco di vedermi davanti così tanti bivi, di sentirmi dire che ho tante qualità da sfruttare per poi rischiare di scegliere quella più conveniente, non la più allettante per me e buttare la mia vita in un fiume scemante di rimpianti.
Voglio dare qualcosa a questo mondo, voglio poter urlare con gli altri le mie capacità, poter aiutare altri a fare lo stesso. Se c’è bisogno di sudare, di cadere per poi rialzarsi, di rischiare, di vedermi passare davanti altri, di perdere qualcosa anche d’importante sono pronto. Chi mi ama mi seguirà, spero.
O dovrò perdere anche dei “seguaci”? Spero di no, maledetto mondo.
Dài che domani è sabato.”

(The Actor, Riflettere per crescere - Aspirazioni o illusioni?)

mercoledì 7 aprile 2010

1 anno e 1 giorno

“[...] è un po’ una canzone che prende in considerazione quello che è successo, facendo delle profonde riflessioni su quello che ogni giorno nella nostra quotidianità pensiamo ci possa catturare, rapire.. cose banali e futili; e poi quando succede qualcosa di più importante viene rivalutato. Probabilmente noi con questo testo abbiamo voluto fare riferimento a questo e alle cose più importanti della vita, perché fanno emergere in noi il nostro senso di unità e allargano le nostre coscienze.”

“Tremano le mani mentre scavano
in cerca di un respiro nascosto,
una voce lontana;
tremano le gambe mentre vagano
lungo le strade che non riconosco più;
vacillano i miei progetti,
crollano le mie certezze,
non riesco a fermare questa voglia di urlare..
dovrò scavare nella mia identità
le fondamenta del prossimo giorno che verrà.

Ora non sento più in me,
quel senso di smarrimento e quel vuoto.
Ora non prego perchè
cerco l'orgoglio di alzarmi e risorgere qui.

Sotto le macerie lascio tutte le incertezze,
lascio le paure e le inutili amarezze,
lascio che il tempo mi porti con sé,
lascio che l'alba risplenda sulla mia città.

Ora non sento più in me,
quel senso di smarrimento e quel vuoto.
Ora non prego perchè,
cerco l'orgoglio di alzarmi e rinascere.

Credo nei sogni e non li lascio andare via,
leggo nei volti la volontà di reagire e combattere.”

(Maxiata, L'Aquila, 6 Aprile)

lunedì 5 aprile 2010

Lacrime e sogni

“Your future will be clearer,
I want you to remember.

In each tear
there’s a lesson,
makes you wiser than before,
makes you stronger than you know;
and each tear
brings you closer to your dreams;
no mistake, no heartbreak,
can take away what you're meant to be
[…]
Love..
it makes you so much stronger;
it makes you so much wiser.
In each tear
and you're so close to your dreams and
no mistake, no heartbreak,
can’t take away what you’re meant to be.”

(Mary J. Blige ft. Tiziano Ferro, Each Tear)

domenica 28 febbraio 2010

28 Febbraio 2010

Il pensiero va indietro negli anni..
alle aspettative, i desideri, i sogni di un tempo..
chi non li ha sul proprio futuro?
Il pensiero torna al presente..
tutto è così diverso da come te lo eri immaginato anni fa!
Eppure
tutto quello che hai vissuto
gioie e dolori
luce e buio
tutto..
è esattamente ciò di cui avevi bisogno
per essere oggi quella che sei.
Ora lo vedi.
E ringrazi..
anche per quelle cose che ancora non capisci,
ma che sai intessere la trama di quel capolavoro di Dio
che è anche la tua vita.
Auguri zi!